Buongiorno a tutti voi, presentarsi in poche parole non è semplice perché si rischia di non trasferire a chi legge il giusto peso delle varie esperienze fatte.

Ci provo!

Nato a Ivrea nel 1956, ho trascorso gran parte del periodo degli studi a Torino, dove poi mi sono laureato in Economia e Commercio.

Vita lavorativa iniziata in Fiat Capogruppo (grande scuola l’audit di Fiat) e poi trascorsa per 24 anni al San Paolo con vari ruoli, prima nel mercato retail e poi nel Private (sono stato Presidente di Intesa Sanpaolo Private Suisse). Alcune esperienze manageriali all’estero in Svizzera, Lussemburgo e Slovenia, per poi approdare in J.P. Morgan nel 2011 e fare una straordinaria esperienza in un mondo organizzato e molto competitivo. La mia carriera si chiude in Pictet, la più piccola delle grandi banche private svizzere.

Quindi tanta finanza, ma anche tanta volontà di essere un consulente a tutto tondo per i clienti, quasi sempre imprenditori, con cui ho avuto modo di interloquire.

Se questo è stato il mio percorso lavorativo, a livello personale, anche grazie alla presenza di mia moglie, abbiamo sempre creduto nell’impegno verso gli altri: un impegno sociale che ci ha portati (ormai dal 1984) a collaborare in particolare con una Fondazione che opera in Uganda.

Il ruolo delle Fondazioni in Africa a supporto della crescita economica

"La Fondazione Italia Uganda, di cui sono oggi Presidente, nasce dalla volontà di alcuni amici per continuare l’opera del fondatore, Padre John Scalabrini da Limido Comasco.

Un comboniano che ha speso la vita in Uganda con lo spirito classico del prete-imprenditore: portare il messaggio di Fede ma, contemporaneamente, occuparsi dei più deboli per dare loro scuola, assistenza medica e formazione al lavoro.

La vita di Padre John è stata costellata da grandi difficoltà legate all’instabilità del paese, che l’hanno portato a essere arrestato, espulso e poi riammesso in Uganda, ma con limitazioni di domicilio.

Abbiamo scuole e un piccolo ospedale (le nostre strutture accolgono quotidianamente circa 4.000 tra ragazze e ragazzi) e negli ultimi anni stiamo cercando di portare avanti un progetto di scuole professionali, che tanto mancano in Italia e anche in quel paese.

Chi conosce un po’ l’Africa (ma penso sia così in molti paesi in via di sviluppo) sta realizzando che bisogna passare a una terza fase del ruolo che possono svolgere Fondazioni, ONG e altre strutture del Terzo Settore come portatori di sviluppo.

Un fattore forse non così conosciuto in Europa (che soffre del fenomeno opposto) è che la crescita demografica è fortissima e porterà a breve alcuni paesi, come la Nigeria, a superare la popolazione dell’intera Europa. In Uganda il 50% della popolazione (circa 50 milioni) ha meno di 18 anni.

Questo significa che non saremo mai in grado dall’estero di dare assistenza sanitaria e alimentare a quasi 1,2 miliardi di persone ma, a nostro modestissimo parere, dovremmo cercare di aiutarli a costruire un'economia che abbia uno sviluppo locale.

Un progetto complesso che, nella nostra visione, dovrebbe portare anche aziende italiane ad aprirsi a quei mercati.

Il Piano Mattei, senza esprimere giudizi politici, ha un senso importante per portare a compimento questa transizione, sempre che non riguardi solo le grandi Corporate ma cerchi ricadute imprenditoriali reali sul modello della piccola e media impresa italiana.

Noi, con la nostra Fondazione, potendo vantare una presenza fisica stabile e riconosciuta da ormai più di 20 anni, stiamo cercando di muovere i primi passi in questa direzione. Stiamo collaborando con la Fondazione Lavazza proprio per cercare una forma di co-investimento nel mondo del caffè e della professionalizzazione delle risorse locali."

Il caso concreto di collaborazione con l’azienda di falegnameria

"Un altro caso concreto di collaborazione che abbiamo siglato negli ultimi mesi è quello con due imprenditori: uno italiano (Piazzi S.r.l. di Ravenna) e l’altro italo-somalo (Soleman Idd con la società AHDI Group).

Questi due gruppi hanno siglato un accordo con il governo ugandese per replicare quanto fatto in Ruanda: fornire oltre 1.000 case moderne, estremamente sostenibili e di alta qualità.

Per realizzare questo progetto, che richiede la fabbricazione e la posa in opera di infissi, mobili e arredi in legno per interni ed esterni, le due aziende avevano la necessità di implementare in loco l'attività di falegnameria.

Abbiamo siglato un protocollo di sviluppo che prevede, da parte della nostra Fondazione, la messa a disposizione di una struttura parzialmente realizzata e, da parte loro, il completamento di tale struttura da adibire a falegnameria.

Quello che è per noi estremamente interessante è che l’imprenditore somalo, attraverso la sua AISLC Academy (AHDI), offrirà anche corsi di formazione accreditati a livello internazionale, fornendo alle maestranze le competenze necessarie per contribuire allo sviluppo dell'economia e al rafforzamento delle comunità.

Un primo passo che materialmente potrà dare lavoro e, contemporaneamente, fornire attraverso i corsi una qualificazione di livello professionale in linea con gli standard internazionali richiesti."

Piatto preferito

"Un piatto sicuramente poco conosciuto e molto sabaudo: la finanziera."

Vino o liquore preferito

"I sauvignon del Carso friulano/sloveno"